99 Posse – Cattivi Guagliuni

Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Paolo Angeletti

La nuova fatica dei 99 Posse, ritrovatisi dopo lo scioglimento, prima in tour e poi definitivamente con l’uscita di questo disco, merita un occhio di riguardo per le aspettative da cui è stata anticipata e per il calibro del gruppo e della sua storia.

Cattivi guagliuni esce a due anni dalla re-union, dopo la pausa che ha visto nascere progetti paralleli come Almukawama di Zulu e il definitivo addio di Meg, che ha intrapreso percorsi personali e non sembra intenzionata a tornare indietro.
Anticipato dal singolo omonimo, il disco esce a 11 anni dall’ultimo album effettivo (10 se contiamo Na9910°) e questo ha naturalmente infiammato i fan più incalliti, quelli di vecchia e nuova data e stuzzicando sicuramente l’attenzione anche di chi non si considera fan propriamente detto.

15 tracce, collaborazioni importanti e vena polemica fin dal titolo, il nuovo disco promette bene e, come dicevamo, si è giustificati a sperare che i 99 Posse non abbiano riunito il gruppo solo per motivi economici; il singolo, del resto, è di pregevole fattura per testo, musiche e persino video, con un Zulu nella sua forma migliore e concetti pregnanti sviluppati in maniera superba. Zulu espone teorie sociali che vedono in uno specifico gruppo di popolazione dei predestinati, costretti, anche se non dichiaratamente, a diventare dei criminali a causa della criminale azione dello stato. Il tutto in un’atmosfera che cavalca a metà tra l’amarezza e la rabbia, con mille echi di sottofondo.

Purtroppo non tutte le tracce sono a livello del singolo, che si rivela, a sorpresa, il pezzo migliore del disco, ma nel complesso si tratta di un buon lavoro per il gruppo, che dimostra di aver trovato la propria quadratura nonostante le assenze e i nuovi inserimenti.
Pezzi come Canto pe’ dispietto, Mai più io sarò saggio e le collaborazioni con Speaker Cenzou e Caparezza, hanno poco da invidiare ai vecchi lavori del periodo d’oro del gruppo e lasciano trasparire, insieme all’atmosfera che permea l’intero disco, una protesta sociale rinnovata, diversa dalla precedente, sebbene ad essa naturalmente collegata, una protesta rimodellata e figlia dell’attuale torbido periodo storico le cui le manifestazioni degli ultimi mesi sembrano rieccheggiare dietro ogni pezzo.

Le tematiche di base restano quindi quelle a cui siamo abituati, ma attualizzate al nuovo contesto, mentre dal punto di vista musicale è molto più forte di quanto non fosse nei lavori precedenti l’attenzione alla musica popolare napoletana, che emerge a più riprese nel corso del disco, integrandosi alla perfezione con lo stile del gruppo e contribuendo a creare un mix musicale dal quale è facile lasciarsi catturare.

Un buon disco di ritorno, che difficilmente deluderà i fan, pur entusiasmando pochi di quelli che hanno seguito l’intero percorso artistico dei 99 Posse, ma che, in ogni caso, conferma il gruppo ad alti livelli e, soprattutto, lascia ben sperare per gli eventuali successivi lavori targati Officina 99.

(24/04/2012)

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Paolo Angeletti
Paolo Angeletti

Redattore. Studente di Sociologia all'università di Torino. Si occupa prevalentemente di cantautori italiani, folk e rap italiano. Contatti: paoloangeletti@outsidersmusica.it