11 Acorn Lane – Swing Thing

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Matteo Monaco

In Italia Simona Molinari rilascia interviste-fiume e riporta lo swing nelle radio di ogni casa, mentre Parov Stelar e la sua cricca rimangono bloccati nell’ingorgo di fan, durante le prime date del nuovo tour. The Sweet Life Society, intanto, lavorano dietro le quinte per lanciare un esordio attesissimo. Insomma, quell’oggetto misterioso e affascinante che va sotto il nome di electro-swing sta uscendo sempre più marcatamente dai club semivuoti per conquistarsi una scena che è sua: proprio come negli anni ’30 della crisi internazionale, la musica si deve riprendere lo scettro dell’allegria e della speranza. E chi può divertire più di 11 Acorn Lane?
Il duo di Thomas Feurer e Neal Pawley (a sua detta, il fiero possessore di una tromba francese) ha stupito la critica più esigente come il pubblico dei distratti con il nuovo Swing Thing, l’anfetaminico esordio a stelle e strisce. Scolpito da una tecnica impressionante, e orchestrato con il gusto di chi ha vissuto il pop anni’90, il tandem di New York ci consegna il più smaliziato esempio di groove a tutto tondo. Sì, perchè in Swing Thing c’è proprio di tutto: dall’esagitato rullante in levare, passando per la moltiplicazione in riverbero delle linee melodiche, per giungere ai tromboni che sorreggono i cori in falsetto. Si inizia, come è solito nell’electro-swing dei dj, dalla hit da discoteca piena: quella Le Sexe au Telephone presa a prestito dai Caravan Palace, e riscritta con la malinconia degli swinger men di New Orleans, in un trionfo di eleganza retrò. Ma i 11 Acorn Lane non si limitano agli “inni” da club, fino ad ora l’espressione più nota dello swing suonato su laptop, e si avventurano in una foresta inesplorata. Prendere I Want to Be your Friend e ritrovare il mood indie di Vampire Weekend, o rievocare James Brown e tutti i Blues Brothers con Comin’Home Baby, non è più un tabù. Lo swing che si toglie i panni del genere di nicchia è questo, ed è la favola romanza di Happy as Can Be, scritta per unirsi idealmente alle utopie oniriche degli Eels. A costo di generalizzare, il progetto di 11 Acorn Lane richiama in molti punti i concittadini Balkan Beat Box, e più ancora una impostazione tipicamente americana. In breve, prendi i migliori musicisti, trova un’ispirazione principale e inseriscila con forza nel tuo microcosmo artistico, fregandotene dei generi e del gusto del pubblico. Così nasce l’hip-hop con balkan e trombe dei B.B.B. e allo stesso modo vede la luce una scheggia impazzita come Swing Thing.
In controtendenza rispetto alla deriva house dei musicisti in doppiopetto e bombetta, un album che collega le avanguardie degli ultimi anni con la produzione musicale che fa parte del DNA occidentale. Ri-affermare i folli anni ’30 attaverso il funky e il pop, per affiancarsi alla pari con il rock. Stavolta però, la parte del “vecchietto” tocca ai capelloni con la chitarra elettrica: a Broadway lo swing ha il sapore della rivincita.

(03/02/2012)

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Matteo Monaco

Fondatore e collaboratore permanente di OUTsiders. Scrivo per Tagli, dopo aver collaborato con Però Torino e Ondarock.

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